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ecografia ed eco-doppler

Domande Frequenti (FAQ)

  1. Cosa si vede con l'Ecografia?
  2. Quante Ecografie si possono fare?
  3. Gli esami del fegato sono un poco alterati. Può essermi utile un'ecografia?
  4. Ultimamente mi sento gonfio ed ho problemi di diarrea/stitichezza; l'ecografia può studiarmi l'intestino?
  5. Ho la digestione difficile: devo fare un'ecografia?
  6. Ho qualche vena varicosa nelle gambe, c'è un esame ecografico che può essermi d'aiuto?
  7. Mi hanno detto che probabilmente ho l'ulcera gastroduodenale: si vede con l'ecografia?
  8. L'ecografia può essere anche una terapia?
  9. Con l'ecografia ci si espone a radiazioni?
  10. Per tenere la pressione normale devo prendere una medicina tutti i giorni, ed ho anche altri fattori di rischio cardiovascolare (colesterolo alto / marcato sovrappeso / fumo / famigliari che hanno sofferto di ictus o infarto / pregressi fatti ischemici) Può essermi utile un Eco-Doppler?
  11. L'esame ecografico può essere doloroso?
  12. Per l'ecogradia si usano farmaci, anestetici, mezzi di contrasto o sostanze particolari?
  13. Possiamo prendere le nostre medicine prima di fare l'ecografia?
  14. Bisogna stare a digiuno?
  15. Bisogna prendere dei lassativi come per la colonscopia?
  16. E' vero che bisogna bere molto e tenere la pipì?

    COSA SI VEDE CON L’ECOGRAFIA? L’ecografia permette di vedere i tessuti del corpo in un’immagine costruita su una scala di grigi, come se essi venissero sezionati dal fascio di ultrasuoni in un piano bidimensionale. Si possono così evidenziare alterazioni della struttura di questi organi attraverso la valutazione dell’omogeneità e della forma di tali strutture.

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    QUANTE ECOGRAFIE SI POSSONO FARE? Non c’è un limite nel numero di ecografie che si possono eseguire, poiché questa metodica non presenta controindicazioni di alcun genere: non è dolorosa, non necessita della sospensione della terapia in corso, non espone a radiazioni neanche se l’esame dura a lungo. Non per questo però l’ecografia deve essere eseguita senza una precisa indicazione clinica

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    GLI ESAMI DEL FEGATO SONO UN POCO ALTERATI. PUO’ ESSERMI UTILE UN’ECOGRAFIA? Sì, in questo caso un’ecografia è assolutamente raccomandata in quanto può fornire indicazioni sulla presenza di una malattia del fegato diffusa, acuta o cronica, sulla presenza di patologie della colecisti e delle vie biliari e sull’eventuale presenza di lesioni focali del fegato.

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    ULTIMAMENTE MI SENTO GONFIO ED HO PROBLEMI DI DIARREA/ STITICHEZZA: L’ECOGRAFIA PUO’ STUDIARMI L’INTESTINO? L’ecografia in teoria può studiare anche le strutture intestinali, ma in realtà questa applicazione ha molte limitazioni a causa del fatto che nel tubo digerente è presente aria. L’aria infatti, per la sua diversa densità rispetto agli altri tessuti, riflette tutti gli ultrasuoni che la colpiscono e genera riverberi: si ha così un occultamento delle strutture retrostanti. Inoltre la parete dell’intestino normale è troppo sottile per essere visualizzata in ecografia. L’ecografia però permette di esplorare bene buona parte delle altre strutture che stanno nell’addome assieme al tubo gastrointestinale e pertanto può essere utile in caso di dolore addominale per escludere che tale dolore non derivi da tali organi piuttosto che da stomaco o intestino. Specificamente per l’intestino è invece indicata quando vi sia il sospetto o la diagnosi di malattia infiammatoria cronica intestinale; negli altri casi o a completamento dell’ecografia bisogna ricorrere ad altre metodiche radiologiche od endoscopiche.

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    HO LA DIGESTIONE DIFFICILE: DEVO FARE UN’ECOGRAFIA? L’ecografia può essere utile anche in questo caso, poiché possono esserci patologie del fegato, delle vie biliari e del pancreas che rendono la digestione più lenta e laboriosa. Non è detto però che questi problemi si riescano sempre ad identificare: è infatti necessario affiancare l’esame ecografico agli esami di laboratorio e ad un accurato esame clinico che potranno molto meglio indirizzare verso un sospetto diagnostico mirato. L’ecografia avrà quindi il ruolo di confermare questo sospetto ed identificare eventuali problemi associati o di escludere determinate patologie.

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    HO QUALCHE VENA VARICOSA NELLE GAMBE: C’’E’ UN ESAME ECOGRAFICO CHE PUO’ ESSERMI UTILE? In questo caso è sicuramente indicato un ECO-Doppler dei vasi venosi degli arti inferiori, che può identificare la sede o le sedi di un’incontinenza valvolare o di un'ostruzione delle vene e la loro entità, e ne valuta anche le conseguenze, quali inversioni di flusso nel circolo venoso o arresto del circolo. Sulla base del risultato dell’eco-Doppler si può più precisamente decidere il trattamento migliore, medico o chirurgico. Con l’esame ecografico, inoltre, si può seguire l’evoluzione nel tempo di questa patologia.

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    MI HANNO DETTO CHE PROBABILMENTE HO L’ULCERA GASTRODUODENALE. SI VEDE CON L’ECOGRAFIA? L’ecografia non riesce ad identificare le lesioni ulcerose dello stomaco e del duodeno, poiché non è la metodica adatta a studiare la mucosa del tubo digerente. Talora pone il sospetto di tumori diffusi dello stomaco, ma tumori di medie e piccole dimensioni, ulcere peptiche e infiammazioni gastroduodenali non sono rilevabili. Lo studio della mucosa gastrica infatti non è di pertinenza ecografica, ma endoscopica.

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    L’ECOGRAFIA PUO’ ESSERE ANCHE UNA TERAPIA? No. L’ecografia così definita è un’indagine diagnostica che in casi particolari può essere utile nell’assistere manovre diagnostiche o terapeutiche più invasive, come ad es. la biopsia, l’aspirazione di cisti o il trattamento loco-regionale di lesioni focali tramite alcolizzazione o termoablazione. Vi sono però applicazioni in cui gli ultrasuoni hanno essi stessi funzioni terapeutiche. A medie energie vengono usati nelle terapie fisiche muscolo-tendinee, mentre ad energie molto alte, ben più alte di quelle usate in ecografia diagnostica, sono in grado di frantumare calcoli situati nel nostro organismo (es. nella colecisti o nei reni). Tale applicazione è denominata “litotrissia”.

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    CON L’ECOGRAFIA CI SI ESPONE A RADIAZIONI? No. L’ecografia è basata sull’uso degli ultrasuoni che sono semplicemente onde sonore con particolare frequenza e lunghezza d’onda. Alla potenza usate nella diagnostica ecografica gli ultrasuoni non sono dannosi.

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    PER TENERE LA PRESSIONE NORMALE DEVO PRENDERE UNA MEDICINA TUTTI I GIORNI ED HO ANCHE ALTRI FATTORI DI RISCHIO CARDIOVASCOLARE (COLESTEROLO ALTO / MARCATO SOVRAPPESO / FUMO / FAMILIARI CHE HANNO SOFFERTO DI ICTUS O INFARTO / PREGRESSI FATTI ISCHEMICI). PUO’ ESSERMI UTILE UN ECO DOPPLER? In una persona che ha un alto rischio cardiovascolare è sicuramente indicato un ECO Doppler carotideo ed aortico, in quanto i fattori di rischio favoriscono la formazione di placche ateromasiche che tendono ad occludere le arterie e limitano il flusso agli organi interessati, con gravissime conseguenze. Particolarmente colpiti sono il cuore (per l’occlusione delle arterie coronarie) ed il cervello (per occlusione delle carotidi o per embolizzazioni a partire dal cuore o dai grossi vasi sopraaortici). In questi casi l’ecografia dei tronchi sopraaortici con studio Doppler e flussimetrico (altrimenti detta carotidea, carotidovertebrale o dei vasi del collo) può identificare l’eventuale presenza di placche a livello delle carotidi, definirne la sede, l’entità ed il significato emodinamico, ponendo o meno l’indicazione ad ulteriori accertamenti più approfonditi (es. angiografia) e al trattamento, sia esso di tipo medico o chirurgico. In aggiunta un’ecografia addominale può evidenziare eventuali dilatazioni dell’aorta addominale, anch’esse favorite dagli stessi fattori di rischio, e permettere un trattamento in fase ottimale. Si possono così evitare i rischi causati da un'aorta che divenga molto dilatata, cioè aneurismatica.

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    L’ESAME ECOGRAFICO PUO’ ESSERE DOLOROSO? L’esame ecografico non provoca alcun dolore. Se il paziente accusa dolore alla leggera pressione della sonda sull’addome o sul sito dell'esame ciò è probabilmente dovuto ad una patologia sottostante del tutto indipendente dall’esame ecografico oppure ad una forte pressione della sonda, talora necessaria per ottenere una migliore visualizzazione degli organi interni.

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    PER L’ECOGRAFIA SI USANO FARMACI, ANESTETICI, MEZZI DI CONTRASTO O SOSTANZE PARTICOLARI? Per l’ecografia non è necessaria l’anestesia, né l’assunzione di farmaci particolari. Non è influenzata dalle terapie in corso, quindi non è necessaria la loro sospensione. L’unica eccezione è per alcuni test da sforzo cardiologici che richiedono la sospensione dei beta-bloccanti e dei calcioantagonisti da alcuni giorni prima; in ogni caso questa sospensione non è richiesta per l’esame ecografico in sé, ma per la buona riuscita e per la significatività dei test che si devono eseguire e verrà specificamente raccomandata dal medico qualora richiesta.

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    POSSIAMO PRENDERE LE NOSTRE MEDICINE PRIMA DELL’ECOGRAFIA? Sì. Non è necessario sospendere la terapia in corso.

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    BISOGNA STARE A DIGIUNO? Un digiuno di almeno 6-8 ore prima dell’ecografia sarebbe una condizione ideale per la buona qualità dell’esame ecografico dell’addome, specie del fegato e dell’addome superiore, in quanto il pasto aumenta il meteorismo presente a carico delle anse intestinali e provoca la contrazione della colecisti che diviene così mal visualizzabile. Non è invece necessario per gli altri esami ecografici al di fuori dell’addome.

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    BISOGNA PRENDERE DEI LASSATIVI COME PER LA COLONSCOPIA? No. Non è necessaria tale preparazione, che anzi può peggiorare la visualizzazione.

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    E’ VERO CHE BISOGNA BERE MOLTO E TENERE LA PIPI’? È indicato nel caso in cui si debbano studiare gli organi pelvici (cioè del basso addome): in questo caso la vescica piena funziona come “finestra acustica” per visualizzare meglio gli altri organi. Infatti gli ultrasuoni non riescono ad attraversare l’aria (quindi la presenza di anse intestinali a livello pelvico impedirebbe la visualizzazione di molte strutture) mentre attraversano molto bene i liquidi: ciò significa che sono ben trasmessi attraverso la vescica piena, permettendo così di studiare anche organi più profondi come l’utero e gli annessi femminili (le ovaie), la prostata e le vescichette seminali, ed eventuali punti di raccolta di liquidi patologici come lo scavo del Douglas.

    Per prepararsi perciò adeguatamente ad un esame ecografico dell’addome inferiore o addome completo o pelvico o delle vie urinarie si raccomanda di bere un litro o un litro e mezzo d’acqua 60 min. prima dell’esame. Più in dettaglio tale quantità d’acqua deve essere già stata bevuta tutta un’ora prima dell’esame (così da lasciare il tempo che l’acqua bevuta venga assorbita, filtrata dai reni e riempia la vescica). Chiaramente l’urina va trattenuta e non bisogna più andare in bagno fino a quando l’ecografia sia stata eseguita. Se si giunge quasi al punto di non riuscire a tenere più l’urina è utile avvisare il medico per decidere il da farsi rispetto al tempismo dell’esame. Nel caso ci sia da aspettare si può cercare di svuotare la vescica in bagno solo parzialmente, in modo da alleggerire lo stimolo mantenendo abbastanza piena la vescica.

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