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La frequenza è il n° di oscillazioni che l’onda ultrasonora compie in un secondo. Maggiore è la frequenza, minore sarà la lunghezza d’onda. Dato che la penetrazione degli ultrasuoni nei tessuti è tanto maggiore quanto maggiore è la lunghezza d’onda, mentre la risoluzione d’immagine è tanto maggiore quanto minore è la lunghezza d’onda, ne risulta che le sonde che lavorano ad alta frequenza (quindi con piccola lunghezza d’onda) avranno un’ottima risoluzione d’immagine ma potranno esaminare solo gli strati superficiale dei tessuti; al contrario le sonde che lavorano a bassa frequenza (quindi con lunghezza d’onda maggiore) potranno penetrare più in profondità avendo però una minor definizione.
Per questi motivi le sonde ad alta frequenza vengono utilizzate per studiare i vasi del collo, la tiroide, i linfonodi superficiali, i vasi degli arti e l’apparato muscolo-tedineo (cioè strutture situate poco sotto la pelle), mentre le sonde a bassa frequenza si usano per lo studio dei visceri e dei vasi addominali e pelvici e per lo studio del cuore.
Per adattarsi alla pelle delle regioni in esame le sonde ad alta frequenza hanno di solito una superficie d’appoggio lineare mentre le seconde hanno un superficie d’appoggio convessa.
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